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Vivere plastic-free è un’utopia?

Enrico Galazzo

Fondatore AfterPlastic

Il materiale oggi da tutti demonizzato, si rileva utile ma deleterio. Dalla celluloide brevettata nel 1870, la plastica nasce come valido sostituto di materiali costosi e rari. Oggi, la plastica è ancora una risorsa da gestire, perché l’eccessivo consumo e la difficile gestione dei rifiuti hanno reso la cultura della plastica un’emergenza globale.

I rifiuti plastici arrivano negli oceani e nei mari di tutto il mondo, ma anche nei terreni e nell’aria, danneggiando gli equilibri dell’ambiente e con risvolti negativi sulla nostra salute e quella degli animali.

Ogni anno milioni di animali vengono uccisi dalla plastica, strangolati da anelli di plastica di lattine o oggetti da pesca.

Se la plastica non uccide, riempie lo stomaco.

Le microplastiche sono il risultato della degradazione della plastica per opera della luce del sole (68-81% delle microplastiche presenti nell’oceano), oppure del riversamento in mare di particelle (15-31% delle microplastiche presenti nell’oceano) che sono il risultato di processi quotidiani al quale non facciamo mai caso: il lavaggio dei capi sintetici, le gomme dei pneumatici su strada e le sostanze chimiche inserite nei cosmetici.

Pesci e molluschi che mangiamo ingeriscono le microplastiche delle acque in cui vivono, entrando nella nostra catena alimentare e noi non possiamo far nulla per evitarlo.

E’ possibile fare a meno della plastica?

Eliminare del tutto la plastica è un’utopia. Con la plastica si producono anche protesi, cateteri, organi artificiali in grado di salvare la vita e inattaccabili da batteri, muffe e parassiti.
Con la plastica si realizzano oggetti indispensabili per la vita quotidiana, ma diminuirne la produzione ridurrebbe drasticamente l’inquinamento globale.

Qual è la soluzione migliore per sostituire un materiale così diffuso nella vita di tutti noi?

Le tre R: RIDUZIONE, RIUTILIZZO E RICICLO

Bisogna puntare alla cultura, insegnando l’uso razionale di questo materiale, evitando gli sprechi dell’usa e getta, puntando al riutilizzo e il giusto riciclo.
L’unione europea ha approvato una giusta normativa (SUP: Single Use Plastic) che sancisce un passo verso l’eliminazione della plastica usa e getta.

Tutti gli oggetti di breve vita e altamente inquinanti quali piatti e posate, cannucce, cotton fioc, palette da cocktail, bastoncini dei palloncini, contenitori per alimenti e bevande in polistirolo, verranno proibiti in forma plastica e sostituiti con materiali naturali organici.

Probabilmente vivere plastic-free può essere un’utopia, ma ridurre la plastica partendo da quella monouso non lo è.

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